Istruzioni, Guide e Consigli per fare qualsiasi cosa

Come chiedere il permesso di soggiorno per studio

studenti internazionaliIl permesso di soggiorno: un documento necessario per vivere nel nostro Paese, che rappresenta contemporaneamente un diritto un dovere per lo straniero che lo richiede. Purtroppo però, oltre ad essere al centro di vivaci dibattiti, il permesso di soggiorno richiede procedure complesse che variano secondo la motivazione della richiesta e la condizione giuridica del richiedente: cittadini comunitari ed extracomunitari, lavoratori, studenti, famigliari di persone che già vivono in Italia… senza contare le procedure che coinvolgono direttamente anche gli italiani, per esempio i datori di lavoro o le famiglie che vengono assistite da badanti e collaboratrici domenstiche. Ecco perché abbiamo deciso di “spezzare” queste procedure e di offrire brevi tutorial che spiegano come chiedere il permesso di soggiorno per ognuno di questi casi. Cominciamo con il permesso di soggiorno per studi per cittadini extracomunitari.

Istruzioni su come chiedere il permesso di soggiorno per studio

  • Possono richiedere il permesso di soggiorno per motivi di studio i cittadini extracomunitari che intendono frequentare un corso di studi in Italia, sia universitario che, più in egenerale, di formazione.
  • Tenete presente che ci sono molti documenti da presentare, e che le spese previste sono considerevoli. Per cui è bene muoversi con lungimiranza con almeno 8 mesi (meglio un anno) di anticipo
  • Se siete intenzionati a frequentare un anno di università in Italia, oppure un dottorato di ricerca post-laurea, dovete anche tenere presenti le modalità d’ingresso alla facoltà , che sono diverse per ogni università. Alcuni atenei prevedono un test d’ingresso che certifichi la conoscenza della lingua italiana, altri no. La cosa migliore è mettersi in contatto con l’Ufficio stranieri o comunque con gli uffici amministrativi dell’università prescelta: ogni ateneo ne ha uno, i responsabili sapranno darvi informazioni precise sulle loro richieste e potranno anche indirizzarvi nello sbrigare le altre pratiche burocratiche necessarie per entrare in Italia. Potete anche contare su programmi di mobilità internazionale come Socrates.
  • Il primo passo è ottenere visto per studio dalla rappresentanza diplomatica italiana nel paese di origine o residenza. Occorre quindi andare al consolato o all’ambasciata italiana più vicina per richiedere il visto di studio. A seconda dei casi, le autorità italiane all’estero richiederanno diversi documenti, come i documenti d’identità, il passaporto,  certificati  d’iscrizione all’università (se siete universitari), fotocopie di diplomi o laureee.
  • Presenterete anche il biglietto di ritorno, in cui è indicata la data del vostro rientro in patria. Sarà quella data a fare fede ogni volta che dovrete indicare la “data di fine soggiorno”, e non la data di termine del corso di studi: tenetelo a mente. Verranno richieste anche delle fototessere: fatene parecchie, perché vi verranno richieste più volte anche in Italia
  • Dovrete presentare una polizza sanitaria stipulata con un’assicurazione italiana, generalmente INA Assitalia, che ad un costo moderato consente allo studente di usufruire di tutti i servizi più importanti del servizio sanitario nazionale
  • Tra i documenti che dovrete presentare per ottenere il visto, il più difficile da ottenere è la fidejussione. Per entrare in Italia come studente è infatti necessario dimostrare alle autorità italiane che si posseggono mezzi finanziari sufficienti a garantire la sopravvivenza per l’intera durata del ciclo di studi. L’importo si calcola secondo una tabella elaborata in base al costo della vita nel nostro Paese, la Tabella allegata alla Direttiva del Ministero dell’Interno del 1.3.2000. Per un singolo studente che si fermi oltre 3 mesi, è prevista una quota giornaliera di 27,89 euro. Se la durata del corso di studi è superiore a 3 mesi lo studente extracomunitario deve dimostare di possedere l’importo mensile dell’assegno sociale (nel 2009 erano 409,05) moltiplicato per la durata del corso di studi. Tale cifra può variare in relazione al costo della vita: le autorità italiane sapranno dare le cifre più aggiornate, che variano a che a seconda del tipo di studi che si intende frequentare (se universitario o no). Se lo studente dimostra di aver vinto una borsa di studio che copra in parte o totalmente l’importo mensile richiesto, può presentare i documenti che l’attestano. A questo punto la fidejussione non è più necessaria, o l’importo diventa nettamente inferiore. Ci sono delle alternative alla fidejussione bancaria, ma questo rimane il mezzo più sicuro ed utilizzato
  • Per stipulare la fidejussione bisogna chiedere alla banca del proprio Paese. Si tratta di vincolare una cifra ingente sotto garanzia della Banca. Si tratta di un procedimento delicato, per cui molte banche ci mettono moltissimo tempo e richiedono molti documenti come garanzia. Per cui, ancora una volta, è necessario muoversi per tempo
  • Oltre a tutto questo, le autorità italiane vorranno anche sapere dove intendete alloggiare.Grazie a internet, non sarà difficile trovare una stanza da affittare o una casa da condividere. Ma, si sa, non è come vederlo con i propri occhi…
  • Qui entra in gioco una figura importante che, per chi e ha la possibilità, permette di risolvere molti problemi: quella del garante. Supponiamo ad esempio che un cittadino indiano da anni regolarmente residente in Italia o naturalizzato italiano decida di ospitare per qualche tempo il nipote, che vive in India, per consentirgli di frequentare un corso di studi in Italia. In tal caso,  lo zio può presentarsi alle autorità italiane come garante. Basta scaricare da internet un apposito modulo, unire la fotocopia di documenti personali e inviare tutto allo studente straniero, che lo presenterà alle autorità Italiane del suo Paese (l’India, nel nostro esempio).
  • Il garante può dichiarare che offre allo studente la propria casa come alloggio; può anche stipulare la fidejussione con una banca italiana e inviare i documenti che la comprovano allo studente via posta. Attenti alla spedizione però: scegliete un corriere affidabile e una formula di consegna certa, assicurata contro furti e smarrimenti. Tali documenti dovranno infatti venire presentati in originale ed è opportuno che non si perdano… Soprattutto la fidejussione: una volta terminato il ciclo di studi, la fidejussione può venire sbloccata (ovvero: potete riavere i vostri soldi dalla banca) ma per poterlo fare dovrete presentare il certificato originale, non la copia. Per cui, attenti a non perderlo!
  • Una volta ottenuto questi documenti, il consolato o l’ambasciata si riservano del tempo per esaminarli. Se è tutto in regola, emettono un visto, che lo studente dovrà sempre tenere con sé. Attenzione: il visto non è il permesso di soggiorno ma il presupposto indispensabile per poterlo ottenere una volta in Italia
  • Una volta in Italia, cercate sul sito di Poste Italiane lo sportello amico più vicino alla vostra nuova abitazione. Lo sportello amico non è altro che un ufficio postale abilitato a ricevere la domanda di permessi di soggiorno. Basta chiedere all’impiegato e lui vi consegnerà un kit giallo con all’interno vari moduli da compilare. C’è qualche piccola spesa da affrontare:
  • 27,50 euro , da versare con un bollettino di conto corrente postale (si trova sempre in Posta) .
  • 14,62 euro per la marca da bollo (si trova in un qualsiasi bar che espone l’insegna “T”-Tabacchi e valori bollati)
  • 30 euro da versare all’operatore dell’Ufficio Postale quando si consegna la domanda compilata
  • Ricordate: dovete andare in Posta a richiedere il permesso entro 8 giorni dal vostro arrivo in Italia. Per cui, non aspettate
  • Il kit non è impossibile da compilare, ma uno straniero potrebbe trovarsi in difficoltà. Può essere utile rivolgersi ai patronati, enti che assistono sia italiani che stranieri nel disbrugo di diverse pratiche a costi molto contenuti. Uno dei più consultati è l’Acli. Ne esistono diverse sedi in molte città, generalmente alle Poste sanno anche consigliare quello più vicino
  • Una volta compilato, restituite alle poste il kit. Loro vi daranno un cedolino che certifica che avete regolarmente richiesto il permesso di soggiorno e siete in attesa di ricerverlo. Nel frattempo, il cedolino attesta che voi siete in regola con quanto prevede la legge. Per cui conservatelo gelosamente, portate l’originale sempre con voi e fatene diverse fotocopie da tenere in casa. Siate pronti a denunciarne l’eventuale furto o smarrimento.
  • A questo punto, armatevi di pazienza. Ci vorrà parecchio tempo per ottenere il permesso di soggiorno. Ci sono addirittura stati casi di studenti che hanno fatto in tempo a finire il ciclo di studi e a tornare in patria, senza mai averlo ricevuto! Ma non disperate. Se avete compiuto con gli obblighi di legge, non avrete problemi, al massimo qualche ritardo.
  • Come studente, potete lavorare al massimo 20 ore alla settimana, non di più. Questo però significa che potete trovare un regolare lavoretto part time.
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L'autore minu:
Minù in realtà si chiama Manuela Cuadrado. E' una giornalista ma giura che è capitato per caso: il suo sogno era aprire una pasticceria letteraria dove servire Proust e madeleine. Scrive poesie e racconti sulle tovagliette di carta dei bar e se quel che ha scritto non le piace ci sbriciola sopra. Viaggia molto: ha frammenti di vita disseminati dovunque e la testa e la casa perennemente in valigia.

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3 Risposte a “Come chiedere il permesso di soggiorno per studio”

  1. Elisa scrive:

    Buongiorno,

    vorrei sapere se nel periodo di attesa del permesso di soggiorno per studio è possibile viaggiare per brevi periodi nei Paesi Schengen.

    Grazie

  2. hicham scrive:

    sono gia in italia , me sn inscrito in un instituto superiore, posso ottenere il PDS …??

  3. VANESSA scrive:

    CIAO MIA MAMMA E IO VOGLIAMO PORTARE A NOSTRA SORELLA A FARE UN MASTERADO MA LEI A DUE BIMBI E POSSIBILE FARLO E COME?

    GRAZIE MILLE

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