Per gli amanti del mare, uno dei “pericoli” costanti potrebbe essere rappresentato dalla presenza di meduse nelle acque che, specie con il caldo intenso, sono solite avvicinarsi sempre di più alle zone balneari. Col passare degli anni, la presenza di meduse nelle nostre acque ha rappresentato, in alcuni casi, un deterrente: il terrore che suscitano le loro punture, ha spinto così molta gente a fare a meno di un piacevole bagno in mare, pur di scampare il pericolo.
Ma quali sono i fattori che hanno spinto, negli ultimi anni, alla proliferazione delle meduse nelle nostre acque marine, ed in particolare in prossimità della costa e, di conseguenza, delle zone destinate alla balneazione? Il primo fattore saliente è da attribuire ai mutamenti climatici, con l’innalzamento delle temperature, ma c’è anche un secondo e terzo fattore da attribuire all’uomo, ovvero, la pesca indiscriminata di tonni e pesci spada che sono soliti cibarsi proprio delle meduse, così come anche l’inquinamento.
Il moltiplicarsi delle meduse, così, porta sempre di più al rischio di puntura (e non di un “morso” come in tanti erroneamente pensano), che avviene attraverso il contatto dei tentacoli con una qualsiasi parte del corpo umano, causandone una reazione locale che può tradursi in arrossamento ed irritazione della pelle, provocandone prurito e dolore.
Tuttavia, chi riesce a staccare la spina dal lavoro durante i mesi estivi, non può rinunciare ad una vacanza all’insegna di tanto sole e mare. Ecco perchè, per tutti coloro che stanno organizzando il grande esodo estivo, potrebbe tornare utile questa breve guida che illustra come sia possibile ridurre il rischio di punture di medusa ed, in particolar modo, come sia possibile porre immediatamente rimedio, senza il timore di rovinarsi il proprio periodo di meritate ferie!
In caso di puntura di medusa, ecco, dunque, come comportarsi:
- In primo luogo, è necessario mantenere il più possibile la calma: il dolore può stimolare una maggiore attività muscolare, contribuendo così a far circolare maggiormente nell’organismo il veleno;
- Se si è vicina alla riva, uscire immediatamente; in caso contrario, richiamare l’attenzione degli altri bagnanti;
- Talvolta, possono restare incollati dei residui di tentacoli di medusa sulla parte del nostro corpo che è venuta a contatto: cercare di eliminare servendosi, se necessario, anche del dorso di una lama, le parti rimaste sulla pelle;
- Sciacquare con acqua di mare, la parte del corpo colpita: questo serve ad alleviare il prurito;
- Evitare assolutamente di strofinare sabbia o qualasiasi altra cosa sulla parte lesa;
- Se possibile, spalmare immediatamente e per trenta secondi, un impasto formato da bicarbonato di sodio ed acqua;
- In questi casi, le creme a base di cortisone rappresentano una soluzione per fermare l’infiammazione; tuttavia, la loro azione non è immediata poichè si verifica dopo trenta minuti dall’applicazione.
- L’efficacia di alcuni “consigli della nonna”, quali bagnare la parte lesa con urina, aceto, alcool o ammoniaca, non è invece stata provata; al contrario, tali medicazioni “fai da te” possono peggiorare la situazione!
- L’ideale, sarebbe portare con sè un Gel Astringente al cloruro d’alluminio, efficace anche contro le punture di zanzara.
Questi consigli utili, sono da attuare in caso di reazioni cutanee non gravi; nei casi in cui dovessero manifestarsi altri sintomi più gravi quali difficoltà respiratorie, disorientamento o sudorazione, è buona regola chiamare subito il 118.







