Chi è tanto fortunato da possedere un giardino, o un cortile, o anche solo un balcone spazioso, spesso deve convivere con un altro tipo di sfortuna: la mancanza di sole. Gli angusti spazi verdi ritagliati a fatica nelle nostre case si trovano spesso in ombra o mezz’ombra, condizioni in apparenza difficili per far germogliare qualcosa. Se siete irriducibili pollici verdi e non volete rinunciare alla vostra passione, sappiate che esistono rimedi meno drastici rispetto all’abbattimento del palazzo di fronte (tanto gli inquilini ci stanno antipatici) o la creazione di una serra con illuminazione artificiale (non è proprio una bella cosa rubare l’elettricità al condominio, senza contare che rischiate di vedervi piombare i carabinieri in casa: andategli a spiegare che la serra vi serve per coltivare i girasoli…).
La soluzione è scegliere piante d’ombra o mezz’ombra, ovvero piante che non amano l’esposizione diretta al sole. Ce ne sono diverse, ma se volete qualcosa di semplice, potete optare per un’ortensia.
Le ortensie, infatti, crescono in fretta e se ben curate danno splendidi fiori dalle tonalità delicate. Ecco qualche consiglio per trasformare il vostro “angolo d’ombra” in un giardino di ortensie
Istruzioni
- Scegliete un vaso grande (mooolto grande!) e un terriccio acidofilo.
- Invasatela tra ottobre e novembre o marzo-aprile
- Il terreno dev’essere sempre mantenuto umido. Bagnatele spesso e con acqua abbondante (senza annegarle però)
- L’ortensia ha bisogno di potassio per crescere sana, e consuma quasi subito quello naturalmente presente nel terreno. Utilizzate un concime ricco di potassio
- E’ bene potarla almeno una volta l’anno, l’ideale è farlo a fine febbraio, se il grande freddo è passato, a circa 25 cm da terra. Periodicamente, togliete tutti i rami e i fiori secchi
- Attenti ai parassiti, come gli afidi e gli acari delle piante. Quando togliete le foglie morte approfittatene per fare un “check up”
- Se notate che i fiori dell’ortensia “cambiano colore” passando da una sfumatura azzurra a una lilla o viceversa, non preoccupatevi: il colore dipende in parte dalle specie ma in parte anche dalla natura del terreno, che, se acido, “vira” il colore verso il blu, se alcalino, verso il rosa.







